lunedì 7 dicembre 2009

Nando Dalla Chiesa al no B. day Milano



Grazie per il video alla bravissima : http://www.youtube.com/user/MasterAdrY

Il bello della decenza
Scritto da Nando dalla Chiesa
Sunday 06 December 2009
Ecco il testo del mio intervento alle manifestazioni di ieri a Milano e Genova

"Volete voi che vi parli di Gaspare Spatuzza? Volete voi che vi parli dell’avvocato Mills? Non vi parlerò né dell’uno né dell’altro. Vi parlerò invece della decenza. Perché se oggi sono qui è per un bisogno di decenza. Non ho bisogno di rivelazioni. Mi basta, mi avanza, mi toglie quasi il respiro quel che ho visto e sentito in questi anni.
Un paese decente non può. Non può avere per capo del governo un signore che disconosce l’autorità delle leggi e pretende di non sottomettersi loro per ciò che ha fatto ieri, che fa oggi e che farà domani. Un capo del governo che insulta senza coraggio (perché sempre pronto a smentirsi) tutte le istituzioni del suo paese, se solo lo ammoniscono che le leggi esistono e vanno rispettate. Un capo del governo che disfa i codici, scassa la giustizia, manda liberi i criminali per non rispondere dei reati che gli vengono contestati. Non è decente un paese in cui sono gli indagati, gli imputati e i pregiudicati a scrivere il codice penale e ad attaccare i loro giudici senza contraddittorio sulle televisioni di Stato.

Non lo è nemmeno un paese in cui il capo del governo offre alle sue favorite non gioielli e profumi ma posti di governo, poltrone istituzionali e pubbliche responsabilità in nome del popolo. In cui il capo del governo impiega la metà del suo tempo -di questo sì abbiamo le prove- non a lavorare per il paese ma a corteggiare signorine e tramare contro la giustizia. In cui gli aerei di stato vengono usati per sbarcare menestrelli e ballerine nei luoghi di sollazzo del capo del governo e della sua corte variopinta, minorenni comprese. Nessuna civiltà, nessuna decenza possono riconoscersi a un paese in cui i luoghi sorvegliati e protetti dalle forze dell’ordine vengono violati da donne sconosciute e noleggiate da imputati di traffico di droga per divertire i potenti di Stato, anzi, il più potente tra loro. Non è decente il paese in cui il capo del governo dà pubblicamente e per strada della “stronza” a una cittadina che lo contesta con parole civili. In cui il capo del governo risponde alla giovane che lamenta l’assenza di lavoro invitandola a sposarsi con un ricco. Od offende il sedicenne che gli denuncia l’ indigenza di suo padre rispondendogli “si vede che non ha lavorato abbastanza”.

C’è in tutto questo la perdita del decoro; del rispetto e della rispettabilità. Non c’è decoro quando dopo una calamità naturale il capo del governo annuncia pubblicamente ospitalità nelle proprie residenze per i disperati senza tetto e poi non ne dà ad alcuno. Quando le relazioni internazionali del paese si costruiscono su ospitalità libertine e su scherzi d’infanzia o ammiccamenti senza intelligenza. Quando appuntamenti diplomatici di prima importanza vengono disertati d’improvviso per attardarsi in convegni erotici da basso impero. Non c’è decenza se nel paese sfregiato e straziato dalla mafia il capo del governo grida che strozzerebbe con le sue mani chi ha fatto film e libri sulla mafia. Se egli ha tenuto per anni come suo ospite e commensale un capomafia sanguinario spacciandolo per stalliere. Se il suo socio di sempre e senatore definisce quel capomafia un eroe, in un evidente impeto di gratitudine per non avere egli raccontato nulla ai magistrati di quanto aveva visto e saputo.
Io non ho bisogno di sapere da Spatuzza della trattativa. A me basta vedere. Vedere che è stato appena deciso che i beni sequestrati alla mafia possono essere rivenduti all’asta, dove la mafia li ricomprerà intimidendo la concorrenza. A me basta vedere la campagna condotta contro i collaboratori di giustizia, indeboliti per legge e bersagliati senza fine dai giornali posseduti o controllati dal capo del governo. A me basta vedere che il carcere duro viene ridotto progressivamente nelle sue applicazioni dai giudici di sorveglianza e dalle burocrazie. Che il concorso esterno in associazione mafiosa (pensato e voluto da Falcone e Borsellino) viene oggi attaccato per salvarsi dai processi. Non ho bisogno di Spatuzza. Io vedo che mentre le forze dell’ordine e i magistrati prendono i latitanti indipendentemente dai governi, le leggi (che sono l’espressione più chiara della volontà politica) rendono sempre più difficili o impossibili i processi e ostacolano le indagini, o rendono irriconoscibili le tracce e i movimenti dei capitali sporchi. E che il governo non scioglie per mafia i comuni che i prefetti e perfino il ministro dell’interno chiedono di sciogliere. Questa è la trattativa.

Non è decente un paese in cui l’opposizione e chi non si fa servo nella maggioranza vengono ricattati con video, foto, notizie, minacce di notizie sulla vita privata, a opera dei giornali del capo del governo. In cui si colpiscono le intercettazioni telefoniche legali e si moltiplica il controllo illegale delle persone a opera di gruppi privati, del sottobosco dei servizi o di faccendieri senza scrupoli. Dove i testimoni scomodi vengono ammazzati o intimiditi. Dove i giornalisti e gli opinionisti critici vengono ripetutamente portati in giudizio civile per rovinarli economicamente. Dove i giudici scomodi vengono pedinati e filmati e poi messi alla gogna in pubblico per il colore del calzino. Dove si assiste alla più ossessiva campagna ideologica della storia repubblicana contro i comunisti ma si adottano i metodi di controllo dei regimi comunisti e si innalzano ad amici privilegiati e a esempi di democrazia gli avanzi più ripugnanti di quei regimi.
Non è decente un paese dove si continua a parlare di Dio, di patria e di famiglia da gente senza Dio, né patria né famiglia. Dove il potente può tutto, senza confini, e il più debole diventa il capro espiatorio indifeso di tutti i rancori e degli umori peggiori, dei coraggi repressi e delle quotidiane frustrazioni di persone che hanno messo in vendita la loro libertà e la loro pietas. Noi viviamo oggi in un’orgia di indecenza.
Ma l’indecenza, cari amici, non sta tutta da una parte. Da quella parte è grande, sterminata. Ma proprio perché lo sapevamo, avremmo dovuto fare l’impossibile perché non tornasse al potere, dopo che per cinque anni di fila gli italiani avevano fatto vincere le elezioni al centrosinistra. L’indecenza sta anche nell’essersi infischiati del pericolo di quella indecenza più grande per inseguire le proprie personali o partitiche ambizioni. Nell’averle messe davanti all’ Italia e agli italiani. Nulla c’entra Berlusconi se un killer della camorra risulta iscritto al Pd, se amministratori del centrosinistra finiscono in scandali di ogni tipo e di ogni livello quasi in ogni regione, se un senatore dell’opposizione divide il suo braccio destro a mezzadria con un boss di Cosa Nostra.
Non siamo tutti uguali. Ma a me piacerebbe che questo No B Day fosse l’inizio di una vera, grande, consapevole, partecipata rivolta morale contro tutto ciò che rende possibile il dominio di Berlusconi e ce ne fa assimilare i modelli di vita e di pensiero. Una rivolta morale in nome di un paese capace di riscoprire l’orgoglio di sé. Che scopra la bellezza senza fine, la rigorosa serenità, la grandezza civile della decenza."

venerdì 4 dicembre 2009

Nando Dalla Chiesa dal Trio Medusa radio DJ

Nando Dalla chiesa ospite a Radio DJ dal Trio Medusa from snp video on Vimeo.




Infine. I più seri ed educati di tutti sono quelli che, come si dice, sembrerebbero più inclini all’irriverenza e al cazzeggio. Parlo del celebre Trio Medusa di Radio deejay. Gabriele, Furio e Giorgio. Sono stato da loro stamattina (a Repubblica tv mi hanno sostituito ieri sera con Saviano senza avvertirmi; mi hanno registrato, non so quando andrà). Be’, loro una volta dato l’appuntamento lo hanno mantenuto, hanno parlato di “Poliziotta per amore” con professionalità da giornalisti di lungo corso, hanno dato un senso umano e civile a tutto quel che dicevano anche scherzando. Si capiva al volo che in certe cose ci credono sul serio (appunto). E soprattutto, meraviglia delle meraviglie, premio nobel per le buone maniere, ti danno del lei quando ti incontrano. Il tu solo se glielo dice il più anziano perché, ha spiegato Gabriele, suo padre l’ha educato così. Ahah, amici, una vera oasi. Refrigerio delle genti, godimento dei bennati. Ormai basta che collaborino da una settimana a un giornale o a una tivù e pensano di potere dare del tu a tutti. Ecco, dovevo scoprire il contrario con le ex Jene, vedete un po’ se il mondo non è capovolto.

domenica 1 novembre 2009

la " Festazza " diretta terminata sul canale web tv di Nando tutte le registrazioni


per vedere i video compreso quello della festa cliccate sulla freccia e poi in baasso a sinistra su "on demand " e scegliete i video da vedere è inoltre disponibile un DVD della festa con il video fotografico storico di Nando

sabato 30 maggio 2009

Le delusioni di essere in una società narcotizzata




spesso la vita porta dei momenti di delusioni e ci si chiede chi ce lo fa fare !
il continuo essere presenti e disponibili .... a volte non saper dire di no ....
credere in cose che poi non si vede la giusta realizzazione.... sentirsi inermi in un momento ove molti paiono narcotizzati o dormienti o che si ha l'impressione di essere in un momento di stallo ove la miglior cosa è dare tempo al tempo e poter dialogare col tempo ricercando se stessi ..... a volte ricaricarsi per ripartire vuol dire cercare nuovi stimoli e non cè miglior modo di tornare a scrivere e magari fondare nuovi movimenti di non narcotizzati è solo un mio pensiero personale che spesso mi capita di affrontare senza mollare mai .....ci sono nuove forze nell'aria tanti giovani e voglia di cambiamento bisogna coglierle e cavalcarle

da un eremita solitario Riccardo C. è solo un mio pensiero personale profondo
FREE BLOGGERS

Nando Dalla Chiesa intervista "Settimana contro le mafie Milano "



grazie a : http://www.youtube.com/user/Tognola76

lunedì 25 maggio 2009

sabato 23 maggio 2009

Scrive un nostro lettore

Claudio un lettore del blog ci scrive :
In occasione della giornata di chiusura della settimana contro tutte le mafie il professor Dalla Chiesa ha tenuto lezione presentando il decalogo del comportamento antimafia.
Nella cornice dell'Arco della Pace, con un sole così splendente e caldo da ricordare al professore le piazze siciliane, la lezione ha coinvolto un numeroso anche se non folto pubblico.
Partendo dalla considerazione elementare, ma tutt'altro che banale, che il crimine, ed in questo caso la mafia, si basa sul fatto che i suoi benefici superano i costi, il decalogo cerca di individuare i comportamenti da tenere per incrementare i costi e ridurre i guadagni, così da rendere il crimine mafioso non più appetibile.
Questo naturalmente è applicabile a tutti i comportamenti non voluti: i mitici affari conclusi con una semplice stretta di mano non erano conclusi da persone migliori di noi, ma da persone che erano consapevoli che la parola mancata anche una sola volta sarebbe stata per loro la fine di ogni attività commerciale.

Ma veniamo al decalogo: innanzitutto per poter agire con efficacia è necessario prepararsi ed a questo sono dedicati i primi tre comandamenti del decalogo:

1. FORMATI
Occorre diventare conoscitori del fenomeno per capirlo ed interiorizzarlo, creando così le fondamenta sulle quali costruire il nostro comportamento come pensiero autonomo e non come rito.

2. INFORMATI
Una volta gettate le basi il nostro comportamento deve essere guidato dall'informazione, non facile da acquisire, perché la stampa è a volte collusa e tende a tacere gli episodi mafiosi ed a depistarne la vera origine, attribuendo alle cause più varie, vendetta, rivalità politiche od amorose quelli che sono invece omicidi di mafia.

3. COLTIVA LA SENSIBILITA' CIVILE (Creare capitale sociale)
Come nel Vangelo il seme che cade sul terreno sbagliato non fruttifica, così se la nostra azione si svolge in un ambiente insensibile a certe tematiche anziché provocare consenso provocheremo solo fastidio.

Una volta preparati si tratta di agire, su molti fronti, da quello dell'informazione

4. DIFFONDERE L'INFORMAZIONE
Ovviamente una volta che noi ci siamo informati dobbiamo condividere, comunicandoli, gli elementi in nostro possesso.

5. ORGANIZZA E PARTECIPA ALLE CAMPAGNE D'OPINIONE E DENUNCIA
Le campagne d'opinione e denuncia hanno un grosso impatto perché, non è possibile ignorarle e vengono portate avanti da forze più numerose dei singoli sono molto efficaci, anche perché possono trovare spazio sui mezzi d'informazione che trovano difficile ignorarli.

A quello del comportamento

6. CONSUMA IN MODO CONSAPEVOLE
Il consumare in modo consapevole è uno dei modi più efficaci per ridurre i guadagni del sistema mafioso: partecipare ai GAS acquistando direttamente da chi produce, dato che la mafia guadagna molto nell'intermediazione, acquistare da chi rifiuta il sistema del pizzo, boicottare chi è contiguo a mafiosi sono atteggiamenti molto efficaci.
E non solo in questo campo: se i cittadini boicottassero oggi Unicredit, accusato di aver tenuto comportamenti quantomeno scorretti nei confronti del Comune di Milano, cioè nei nostri confronti, saremmo sicuri che questi comportamenti non si ripeterebbero.

7. CONTROLLA LA LEGALITA'
Il controllo della legalità è compito delle istituzioni, ma il cittadino che vive nella zona vede tutti i giorni cosa succede, dal cantiere al nuovo negozio... e quindi riesce ad intravedere molte cose in anticipo, da cui ricavare informazioni da fornire alle istituzioni.

8. SPENDI IL TUO VOTO
La mafia cede i suoi pacchetti di voti ai candidati in cambio naturalmente di favori, senza distinzione di partito, anzi in tutti i partiti.
Così noi dobbiamo utilizzare il nostro voto in funzione antimafia.

Ma soprattutto la lotta alla mafia non può essere condotta dai singoli ed allora

9. APPOGGIA CHI LOTTA
Nelle istituzioni e fra i cittadini c'è chi combatte la mafia. Un'attività rischiosa e faticosa soprattutto quando magari si lotta contro apparati istituzionali.
Per questo c'è bisogno di una forte motivazione per non cedere al “ma chi me lo fa fare”, l'orgoglio ed il senso del dovere sono alla base della motivazione, ma l'indifferenza l'abbatte.

10. NON AGIRE MAI DA SOLO
Non siamo i ragazzi della via Pal, la mafia è pericolosa e diffusa. Oggi ci sono associazioni e movimenti che la combattono e che appoggiano chi la combatte riducendone il rischio.

E come la mafia fa il calcolo costi benefici così anche noi lo facciamo, tenendo conto che ogni lotta è costosa, per formarsi e per informarsi, per la logistica dei GAS, ... ma teniamo conto che i benefici della mafia sono i nostri costi, e finché lei sarà in attivo noi saremo in passivo.

Grazie Claudio

giovedì 14 maggio 2009

SETTIMANA CONTRO LE MAFIE A MILANO


Si svolgerà a Milano la settimana contro le mafie dal 17 al 23 Maggio, per informazioni ed il programma completo cliccate qui : http://www.settimanacontrolemafie-milano.org/ vi aspettiamo

sabato 18 aprile 2009

I Grilli di Milano incontrano Nando Dalla Chiesa


in occasione dell iniziativa di alcune Associazioni di Milano , di programmare Settimana sulle mafie a Milano 17-23 maggio della quale vi terremo informati sia qui che qui :
http://www.meetup.com/Grilli-Milano/it/messages/boards/thread/6561655 gli Amici di Beppe Grillo di Milano oggi hanno incontrato Nando per pianificare insieme un incontro in occasione di tale evento restate collegati qui per news

Nando Dalla Chiesa e Don Ciotti cantano alla FNAC di Milano




grazie a :http://www.youtube.com/user/zumtse

giovedì 9 aprile 2009

Nando Dalla Chiesa al Virgilio, Avellino 2009 03 20

Album di famiglia. Dal 14 aprile in libreria


Album di famiglia. Dal 14 aprile in libreria

Scritto da Nando dalla Chiesa
Wednesday 08 April 2009
La quarta di copertina. Trentacinque brevi colloqui immaginari con gli affetti di quattro generazioni. Un album-romanzo sfogliato partendo da un oggetto, un luogo, una frase, un episodio, una foto, un ricordo. Per rendere conto di come una famiglia ha affrontato la sua pubblica storia, così che anche questa possa essere riletta - da chi lo vuole - con qualche sfumatura in più. E per raccontare come, grazie e dentro a questa fitta rete di affetti, alcuni valori di fondo si sono trasmessi attraversando gli sconvolgimenti sociali e politici di un secolo intero. Dalle generazioni dell’ultimo ottocento fino a quelle del duemila. Da chi conobbe entrambe le guerre a chi venne educato sotto il fascismo e scelse la Resistenza; da chi divenne adulto con il sessantotto a chi fece la prima comunione il giorno dopo l’assassinio di Falcone. Perché, pur nei grandi cambiamenti e al di là dei conflitti tra padri e figli, alla fine la famiglia trasmette i suoi valori e fa scegliere come camminare con gli altri; come stare in quella che talvolta con troppa deferenza chiamiamo la Storia.

lunedì 9 marzo 2009

la libertà



Libertà non è star sopra un albero, cantava Giorgio Gaber al massimo della creatività. Libertà è partecipazione. E infatti la partecipazione, e solo quella, ha fatto vincere la richiesta di istituire presso il consiglio comunale di Milano una commissione antimafia. Sembrava impossibile. Invece ci si è riusciti. Grazie a Basilio Rizzo e alla tenacia del Pd guidato da Pierfrancesco Majorino (ma sì, mica tutte sono scamorze…). Grazie a Libera e a tanti cittadini. Grazie a un’argomentazione non settaria, che mirava a raggiungere il risultato e non ad aggredire o accusare il centrodestra. Poi la possono svuotare, la commissione, si capisce. Ma può anche diventare un grande argine contro la penetrazione mafiosa in città.
il resto lo trovi qui: http://www.nandodallachiesa.it/public/index.php